giovedì 5 gennaio 2012

Per i naturalisti ...

Per i naturalisti, ma anche per gli storici e gli amanti del nostro Appennino inserisco nel blog alcune foto di luoghi che forse pochi conoscono, ma non è improbabile vorranno conoscere.

Questa prima foto vi mostra I Groppi (rossi o di rame) e l' A15 tra Montelungo e il Cucchero.

Questa miniera (di rame) è ricordata in documenti storici del '700, Granduca Leopoldo d'Asburgo Lorena, e negli anni in cui Pontremoli fu Provincia nel Ducato di Parma, Piacenza e Stati Annessi.

Nella foto sopra potete vedere l'antico villaggio, paese o comunello, come è stato definito nella storia, di Cavezzana d'Antena.

Questa è la famosa e storica sorgente sulfurea di Cavezzana d'Antena. Potete vederne l'acqua, ma non sentirne l'odore.
Sarà usufruibile nel Centro termale di Montelungo, quando sarà avviato.
Ciao e...Buona Befana a tutti ...

Sfatare i luoghi comuni

Quella del titolo vuole essere una proposta (qualcuno potrebbe definirla una provocazione) tendente a togliere un pò di veli a tanti slogan che continuamente ci vengono mediaticamente appioppati, facendo ricorso a esperienze personali che ogni lettore del blog può esporre e vedere pubblicate.
Esempio: la più che giusta e doverosa lotta all'evasione porta alla diminuzione delle tasse. Dopo anni di impegno emerito da parte delle Istituzioni predisposte a tale compito con l'annuncio di ottimi risultati, vi pare che il detto sia stato rispettato?

mercoledì 4 gennaio 2012

Variazioni

Descrivo brevemente le differenze meteorologiche intercorse tra il mio paese e Parma. Questa mattina presto da noi il cielo era piuttosto nuvoloso e la temperatura moderatamente fredda. Dal passo del Righeto a quello della Cisa c'erano banchi di nebbia intercalati da folate di vento, mentre appena superato il valico il cielo era sereno e il terreno brinato fino a Ghiare di Berceto. A Solignano si levava dal fiume Taro una nebbia bassa che s'infittiva sempre più man mano che si procedeva, specialmente da Fornovo fino a Parma. Inutile dire che la brina costeggiava l'autostrada per quel poco che si riusciva a vedere. La temperatura era sottozero. In città la nebbia si è alzata verso mezzogiorno e alle tre, ora di ritorno, è apparso il sole, che filtrando nella leggera foschia in lontananza, quasi quasi accecava. Ripassando la Cisa verso il mare ho preso atto che di qua era piovuto e diversi "fumaroli" abbellivano l'Orsaro.

martedì 3 gennaio 2012

Quando Pontremoli ...

Quando Pontremoli era Provincia contava un bel numero di abitanti, di cui vi mostro una tabella rielaborata dal sottoscritto a seguito di specifiche ricerche nell'Archivio di Stato di Pontremoli.
Si tenga conto che nell'anno del censimento la Provincia di Pontremoli faceva parte del Ducato di Parma, Piacenza e Stati Annessi e la popolazione era dislocata per più dei due terzi nei Comunelli, ossia i paesi, ossia nelle Frazioni così dette adesso.

Provincia di Pontremoli,  Censimento della popolazione 1857



Nome del Comune

Nativi

Estranei

Stranieri

Maschi
Femmine
Maschi
Femmine
Maschi
Femmine







Bagnone
2815
2738
15
14
74
96
Filattiera
1110
1064
6
2
5
5
Mulazzo
2135
2140
12
15
28
36
Pontremoli
5899
5705
71
77
63
65
Villafranca
1762
1623
16
2
30
39
Zeri
1760
1715
39
12
27
51







Totale
15481
14985
159
122
227
292

Totale popolazione Provincia di Pontremoli  31266

lunedì 2 gennaio 2012

Cari giovani ... essere Italiani

L' orgoglio di essere Italiani è nelle cose: nella posizione stessa dell'Italia, nella sua storia, nella cultura, nell'arte, nella tradizione religiosa, nella scienza, nella sensibilità della gente che lavora in questa nostra terra a forma di stivale e in tutto il mondo. L' orgoglio di essere italiani  è  la consapevolezza di non essere perfetti, di essere portatori della pietas di Enea che altri popoli non avevano e ancora non hanno. La debolezza in questi tempi è l'avere preso come dio il denaro ... e solo quello. Soprattutto come fine e non solo come mezzo. Cerchiamo di regolarci con ragionevolezza, il futuro ci sarà sicuramente!  ...  Occhio, tuttavia, alle sentenze dei "soliti" predicatori.
P. S. Dico questo, come uomo che è vissuto in mezzo ai giovani come  insegnante, ai ragazzi che anche oggi mi chiedevano  come andrà a finire.   

Cari amici

Mentre vi informo, sempre ammesso che vi interessi, che sul nostro Appennino sta piovendo con molta moderazione e forse sulle cime potrebbe (dico potrebbe perchè la nebbia impedisce di vedere) anche nevicare, non mi dispiace riferire di alcune battute che alcuni amici con in mano uno o più giornali si sono scambiate.
"Dopo le abbuffate di questi giorni adesso inizieranno le diete differenziate ...";
"Ho avuto il mal di pancia e ... Speriamo almeno di poter mangiare qualche cosa ... per non morire ...";
"Senti qui che odore hanno questi giornali ... C'è talmente tanto incenso che si rischia di asfissiare!";
"Vi ricordate chi ha detto: 'Armiamoci e partite?";
"Ecco qua una bella frase: 'C'è l'Italia da salvare ... fate un pò di sacrifici ... E stiamo tutti zitti, per favore!".
Sono solo espressioni pronunciate una mattina di un giorno normale: oggi.
A tutti: Buona giornata e Buon lavoro!

domenica 1 gennaio 2012

Un dolce di Capodanno

In occasione delle ricorrenze festose nei paesi del nostro Appennino le donne di casa, generalmente le più anziane, facevano dolci che potremmo dire specifici. In occasione del Capodanno era consuetudine preparare il canastrelo, la cui dizione variava secondo le differenze dialettali. Io non so riferirvi con esattezza gli ingredienti, ma posso dirvi che tutti ne andavano ghiotti. La forma era quella di una ciambella circolare con il caratteristico buco nel mezzo; l'impasto, che aveva anche un delicato profumo di limone e rhum, conteneva una buona quantità di gherigli di noci e nocciole. Questo dolce era cotto nei testi di ghisa, così come anche la pastariala, dolce di lusso. I testi non avevano alcun tipo di termometro e il loro riscaldamento, portato alla giusta temperatura con fascine di legna, richiedeva grande maestria e competenza.
Buon appetito!